Sezione Internazionale -

Primo premio all'Architetto Matti Sanaksenaho

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St Henry‘s Ecumenical Art Chapel


Giudizio della Giuria:
"Spazio religioso particolarmente interessante che trasmette messaggio di integrazione ecumenica; edificio posto sulla collina con piccola piazza punto di incontro e socializzazione con un’ottima integrazione tra paesaggio e architettura"

La cappella si erge dal suo sito: un poggio circondato dai pini.
Sorge dal paesaggio come un edificio sacro tradizionale, ha l’aspetto di una nave rovesciata – o la forma di un pesce. 
Il progetto parla con contrasti di ombra e luce, rame e legno; il rivestimento in rame diventerà verde con il tempo, fondendosi così con gli alberi e la natura circostanti.
Gli edifici esistenti, che fanno parte del centro sevizi destinato ai pazienti oncologici, formano un villaggio da cui sorge la cappella che si offre come luogo di contemplazione a pazienti e visitatori del centro oncologico. 
La forma della cappella parla un linguaggio tranquillo: l'intenzione era creare una grande scultura paesaggistica e un piccolo edificio. 

Il cammino verso la cappella sale sulla collina; si entra attraverso un piccolo foyer che porta a un ampio ingresso, lo stomaco del pesce: il pesce era un simbolo dei primi cristiani, e questo antico simbolo si adatta alla cappella perché è ecumenico, diretto a tutti i cristiani a prescindere dalla congregazione a cui appartengono.

 

La struttura portante della cappella consiste in nervature curve di pino lamellare. Le pareti sono ricoperte da un rivestimento di legno non trattato che con il tempo tenderà al rosso.

L’idea di costruire una Cappella che fosse spazio di comunione tra Arte e Religione appartiene ad Hannu Konola che oltre ad essere un artista pittore è anche un sacerdote, mentre quella di integrare l’arte con lo spazio religioso si trovava già nel programma del concorso.

La cappella è dotata di una eccellente acustica per i concerti e lo spazio posteriore della navata, togliendo le panche, può trasformarsi in una galleria d’arte. 
Il vetro decorato delle alte finestre filtra la luce sulla parete dell’altare.
Il materiale da costruzione più importante oltre a legno e rame è la luce naturale che dà vita a forme, spazi e superfici durante tutto il giorno. L’idea è quella di camminare attraverso spazi ombreggiati verso l’altare e la luce, la cui sorgente è nascosta.

Il progetto esecutivo è stato redatto nel 1998, con il principio ispiratore che ogni singolo dettaglio dovesse essere semplice e puro e in questo i materiali, rame per il rivestimento esterno e legno per quello interno, giocano un ruolo importante.
Il cliente è un'associazione non profit.

Quattro architetti hanno collaborato alla redazione del progetto esecutivo al fianco dei due architetti Matti e Pirjo Sanaksenaho.
La costruzione è iniziata nel 2004 e la cerimonia di consacrazione della Cappella è avvenuta nel maggio 2005.
Matti Sanaksenaho è nato nel 1966 e ha iniziato la sua carriera di architetto già nel 1989, all’età di 23 anni, vincendo il concorso di Architettura per la realizzazione del Padiglione Finlandese all’EXPO Universale di Siviglia del 1992 con quattro colleghi studenti di architettura. Grazie al successo per la realizzazione del Padiglione è stato selezionato come candidato per il concorso della Cappella.
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La Targa posta all'ingresso della Cappella Ecumenica