Mostra -
 

Mostra

APERTURA STRAORDINARIA:

23 | 30 gennaio dalle ore 15 alle 17 - ingresso da Palazzo Moroni, Municipio di Padova


13 febbraio dalle ore 12,30 alle ore 17 - ingresso da Palazzo Moroni, Municipio di Padova


DAL 27 OTTOBRE 2011 AL13 FEBBRAIO 2012


Palazzo della Ragione vede la quinta mostra della Biennale Barbara Cappochin
incentrata sul tema
 
RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE

allestita da

Michele De Lucchi - AMDL
Andrea Boschetti e Alberto Francini - METROGRAMMA

 

 







Rigenerare una città non significa solamente intervenire sugli aspetti estetici del paesaggio urbano, ma usare l'architettura come indicazione di una trasformazione più profonda e radicale in grado di riportare l'uomo al centro di tutte le riflessioni.
E' importante ricordarsi che il progetto deve farsi interprete del modo in cui le persone si muovono e si relazionano tra loro e nei confronti degli spazi che abitano.

Rigenerare significa continuare a trasformare il territorio, lavorando sopratutto negli spazi tra le cose e conferendo senso d'appartenenza al principio di spazio collettivo. E' lo spazio tra le cose il motore di ogni processo rigenerativo di qualità, perchè unico elemento su cuo riporre le certezze del domani.
La sostenibilità, così come il progresso tecnologico, trae la sua stessa essenza e ragione d'essere dall'etica degli oggetti e dal rispetto dei luoghi.
La dimensione "ecologica" delle città,  comprendere come abitare al meglio e qualitativamente luoghi e territori, deve divenire sempre più  fondamento di ogni azione progettuale.

Se le nostre città , come modello abitativo stanziale, sono giunte alla fine di un ciclo, l'architettura ha il dovere di rendersene conto e prendersene cura facendosi carico si interpretare un nuovo modo di essere della città,  quindi comunità.

La mostra a Palazzo della Ragione dando spazio ad una città che ancora non esiste,  indica la direzione da perseguire in un programma dove la partecipazione sociale, in quanto presa di coscienza e condivisione delle soluzioni, diventa essenziale; un sogno di qualità verso cui tendere e trasformare in cultura della realtà.


"tratto da uno scritto di Andrea Boschetti e Michele De Lucchi"